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Il Salento

« I riverberi, i luccichii, i soffi dei due mari sembrano quasi incontrarsi a mezz’aria. Così tutto si presenta lucido, come se fosse avvicinato da un effetto ottico, ed insieme ingannevole. Sembra anche di essere sul mare se si alzano gli occhi, contemplando le nuvole che galoppano velocemente tra l’Adriatico e lo Ionio. Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, è pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero. » (Guido Piovene – Viaggio in Italia)

Il Salento, noto anche come penisola salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d’Italia, è una subregione dell’Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est.

Gli abitanti dell’area, che comprende l’intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono per caratteristiche glottologiche e culturali rispetto al resto della regione. Il capoluogo del Salento è Lecce, città di origini messapiche e romane, rinomata per il suo splendido barocco. Da un punto di vista storico il Salento ha fatto parte per molti secoli dell’antica circoscrizione denominata Terra d’Otranto.

Lecce

Terra carica di storia e d’arte, il Salento riluce di una violenta bellezza, figlia della sua natura incontaminata, del suo mare purissimo e della ispirata mano dell’uomo.
Ai paesaggi rurali dagli sterminati silenzi, si alternano i borghi e le città impreziositi dalle testimonianze del passare del tempo tra gli ulivi ed il mare.
Lecce è la più bella e la più importante tra le gemme del Salento, con le sue chiese e le sue caratteristiche stradine, con i suoi palazzi ed il suo immutabile carattere di città dotta ed indolente.
Visitare il centro storico della città dà la sensazione di immergersi in un tempo sospeso, dove gli inevitabile segni della modernità si perdono nei tratti della tradizione, che affiorano suggestivi nelle strade e nelle piazzette, dominate dalla luminosità della pietra leccese.
Ancora oggi, come nel Seicento, si affacciano sulle viuzze lastricate di “bàsuli” le botteghe degli artigiani, la cui maestrìa modella da secoli il ferro, la ceramica e – soprattutto – la cartapesta, la più tipica espressione dell’artigianato leccese.
Non si conoscono con precisione le origini di quest’arte, le cui antiche tecniche sono ancora oggi fedelmente osservate dai pochi cartapestai rimasti; quel che è noto è che essa ha abbellito d abbellisce tuttora chiese e dimore patrizie, sia nell’originaria dimensione di arte sacra, sia nell’attuale varietà di forme espressioni.
(Guida di Lecce – Ascalone, Nestore – ed. D.E.A, Lecce).